Valutazione attuale: 0 / 5

Star InactiveStar InactiveStar InactiveStar InactiveStar Inactive
 

Il popolo giapponese è notoriamente attento al rigoroso rispetto delle norme di buona educazione. Esse intendono esprimere profondo rispetto e considerazione verso i sentimenti delle altre persone, la Natura e gli Antenati.

Viaggiando in Giappone si sentirà il naturale desiderio di conformarsi alle norme di comportamento locali sia per corrispondere alla cortesia di chi ci accoglie sia per vivere l'esperienza di un differente modo di relazionarsi con gli altri.

Finché ci si attiene alle comuni norme di buonsenso ed educazione non si corre il rischio di causare situazioni troppo imbarazzanti. I giapponesi sono tolleranti e comprendono la difficoltà degli stranieri ad apprendere e ricordare le loro norme di buona educazione.

 

Norme generali

Le norme generali di buona educazione sono improntate al rispetto verso le altre persone e al mantenimento dell'armonia del luogo in cui ci si trova.

 

Spazi: è sufficiente attenersi al buonsenso per evitare di risultare invadenti per le persone circostanti. Sui mezzi di trasporto o nei luoghi pubblici questo porta a semplici accortezze come evitare di tenere sulle spalle zaini ingombranti ed evitare di parlare al telefono.

Rumorosità: una delle cose che più sorprende chi si reca in Giappone per la prima volta è l'incredibile silenziosità dei luoghi. Persino nelle grandi stazioni manca lo schiamazzo e non si sente altro che un lieve mormorio di fondo. E' qualcosa di surreale. E' perfettamente spontaneo adeguarsi a questa atmosfera e non parlare a voce alta. Se si usa il telefono, è bene farlo a voce sommessa. Molti non rispondono neppure al telefono quando si trovano in treno o in autobus. Come noto in Giappone si deve evitare di soffiarsi il naso in pubblico, comportamento ritenuto assai disdicevole.

Manifestazioni di affetto: in Oriente, non solo in Giappone, le manifestazioni di affetto sono ritenute un momento intimo da confinare (e in ciò lo si valorizza) alla sfera privata. E' bene quindi evitare baci, abbracci ed effusioni in pubblico.

Pulizia: la pulizia in Giappone è un elemento essenziale della condotta di ogni cittadino. E' bene quindi evitare di sporcare anche nel modo apparentemente più innocuo.

Fumo: il fumo è consentito solo nelle aree adibite a ciò e questo vale anche negli spazi aperti. E' più facile trovare una moneta d'oro che un mozzicone per terra.

Pagamenti e mance: quando si deve pagare è bene mettere il denaro nell'apposito piattino e non nelle mani dell'altra persona. E' segno di rispetto porgere le banconote (come ogni altra cosa) con due mani. In Giappone non si usa dare mance.

Salutarsi: il modo di salutarsi tradizionale in Giappone avviene tramite l'inchino. Più è profondo l'inchino, maggiore è la considerazione che si esprime verso l'altra persona. Molto spesso accade che i giapponesi salutino gli stranieri con una stretta di mano per venire incontro ai loro usi.

 

Uso delle scarpe e dei sandali da interno

Come accade per le case e alcuni locali pubblici, appena entrati in un ryokan è buona norma togliersi le scarpe e calzare i sandali messi a disposizione. Lo spazio deputato a quest'azione è il genkan facilmente riconoscibile poiché leggermente ribassato rispetto al pavimento dei locali interni. Nei bagni si indossano spesso altri sandali, appositamente lasciati vicino alle porte di ingresso.

Sui tatami (i caratteristici elementi della pavimentazione costituiti da paglia intrecciata) non è possibile usare i sandali per cui vi si cammina a piedi nudi e indossando le sole calze.

 

Sedersi in terra

Il modo di sedersi tradizionale (seiza), certamente noto a chi conosce le arti tradizionali (arti marziali, cerimonia del tè, ikebana, ecc.), consiste nel piegare le gambe, appoggiare le ginocchia a terra e accomodare i glutei sulle piante dei piedi incrociate o giustapposte. Le gambe sono tenute chiuse (per le donne) o leggermente divaricate (per gli uomini). La posizione risulta scomoda dopo pochi minuti per chi non vi è abituato.

Una seduta assai più comoda è quella a gambe aperte incrociate (solo per gli uomini) e gambe piegate poste di lato (solo per le donne).

Nara, preghiera in un tempio
Una donna in preghiera seduta in seiza

 

A tavola

 

Taverna giapponese con sedute tradizionali e all'occidentale
Una taverna giapponese a Kyoto

Sedersi

In alcuni ristoranti, soprattutto quelli fedeli alla tradizione, è usanza sedersi per terra sul pavimento di tatami. E' normalmente previsto un cuscino per ogni commensale. Il tavolo è ribassato. Occorre naturalmente togliersi le scarpe prima di accedere al tatami.

Ci si può sedere a terra nel modo tradizionale (seiza) o, più comodamente, con le gambe aperte incrociate (solo per gli uomini) e le gambe piegate poste di lato (solo per le donne).

In molti ristoranti ci si accomoda all'occidentale su sedie ad altezza ordinaria sia ai tavoli sia al bancone di fronte ai cuochi.

Per rispetto è buona norma sedersi per ultimi.

Mangiare

Ai commensali viene consegnato un piccolo asciugamano arrotolato caldo e umido (oshibori) col quale è possibile lavarsi le mani prima di iniziare il pasto.

Come in Italia, è buona educazione cominciare a mangiare solo quando tutti i commensali sono stati serviti. Qualora un piatto perda di gusto raffreddandosi, è lecito iniziare a mangiare dopo aver chiesto gentilmente il permesso agli astanti.

La formula di rito con cui si inizia il pasto, “itadakimasu” (letteralmente: “ricevo con umiltà”) esprime gratitudine verso il cibo presentato, le creature sacrificate e coloro che hanno contribuito alla preparazione della pietanza. La parola pronunciata a voce bassa o muta è accompagnata dalla giunzione delle mani e un lieve inchino del capo.

In Giappone come posate si usano bacchette (hashi) e cucchiai. Forchetta e coltello non sono normalmente usati ma alcuni ristoranti le mettono a disposizione su richiesta.

Le bacchette vengono disposte e deposte quando non in uso su un poggiabacchette o in un piccolo fodero. L'uso delle bacchette può risultare un po' difficile all'inizio ma dopo un po' di pratica si prenderà presto dimestichezza. Trafiggere il cibo è inappropriato e particolarmente sconveniente è infilzare le bacchette in posizione verticale, cosa che ricorda i bastoncini di incenso usati nelle cerimonie funebri.

Le piccole ciotole per il riso e per le zuppe possono essere sollevate dal tavolo e avvicinate o portate alla bocca. Ciò non è possibile per i piatti più grandi. La separazione del cibo in piccoli bocconi va fatta con le bacchette. Peraltro molto spesso la pietanza viene servita già tagliata in tranci.

Quando si condividono dei piatti con altri commensali (ciò che accade spesso nelle izakaya) è buona norma di igiene e di educazione spostare il cibo nel proprio piatto prendendolo con le estremità più grandi delle bacchette (quelle normalmente non adoperate per portare il cibo alla bocca) oppure fare uso di posate comuni.

Lasciare il cibo è considerato un atto irresponsabile e ingrato. Lo spreco del cibo è secondo il buddhismo una mancanza di rispetto e compassione verso le vite vegetali o animali sacrificate per la preparazione della pietanza. Si consuma quindi il cibo fino all'ultimo chicco di riso.

Mangiare in maniera rumorosa è naturalmente inopportuno e particolarmente censurabile è soffiarsi il naso (cosa già ritenuta disdicevole in ogni contesto).

E' norma di buona creanza concludere il pasto riponendo posate e stoviglie laddove erano all'inizio (fino al punto di riporre i coperchi sulle zuppiere e rimettere le bacchette negli astucci di carta o sui poggiabacchette). La formula finale “gochisōsama deshita” indica apprezzamento e gratitudine nello stesso spirito di quanto espresso all'inizio del pasto (letteralmente: “è stata una festa”).

Bere

Le comuni normi di buona educazione e convivialità regolano il bere. Il buonsenso e la comprensione del contesto suggeriscono fino a che punto bere alcolici.

E' inappropriato bere prima del brindisi coi commensali. “Kampai” è la formula che equivale al nostro “alla salute”.

Quando si bevono alcolici ci si riempie il bicchiere a vicenda evitando di provvedere al proprio bicchiere da sé.

Le izakaya, le tradizionali osterie giapponesi segnalate dalla grandi lanterne rosse, sono il luogo ideale per bere in un clima conviviale, informale e rilassato.

 

Dare e ricevere

In generale l'atto di dare o ricevere qualcosa va accompagnato da autentica considerazione e rispetto verso l'altra persona e l'atto in sé.

Porgere o ricevere un oggetto con due mani invece che una sola trasforma un semplice e frettoloso trasferimento di un oggetto da una persona all'altra in un momento di empatia tra due persone. Non si tratta affatto di un vuoto formalismo, un'inutile convenienza cerimoniosa. Chiunque compierà il gesto di dare o ricevere qualcosa con due mani lo sentirà spontaneamente accompagnato da un senso e un sentimento più profondi, una naturale tensione interiore verso l'altra persona.

 

Bagni e servizi igienici

I servizi igienici e le docce (o le vasche da bagno) sono generalmente in locali separati. All'interno dei servizi igienici si fa uso dei sandali messi a disposizione vicino alla porta di ingresso.

Il bagno è concepito come momento per rilassarsi mentre al lavaggio si provvede con una doccia. Prima di immergersi nella vasca ci si sciacqua. L'acqua delle vasche è in genere molto calda. Il lavaggio vero e proprio avviene successivamente al bagno tramite una doccia.