Nel giro di pochi anni il movimento turistico in Giappone ha visto una crescita tumultuosa. Ciò ha portato a inevitabili fastidi e inconvenienti alle popolazioni locali, cosa che rischia di minacciare anche la qualità dell’esperienza di viaggio.
In questa pagina presentiamo brevemente i casi di attrito più frequenti ovverosia le situazioni in cui un’attività turistica troppo intensa e indisciplinata minaccia di rompere l’armonia dei luoghi e pregiudicare le fruttuose possibilità di scambio culturale che il viaggiatore responsabile considera come parte essenziale di un viaggio.
Indice:
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Turismo in Giappone (brevi cenni)
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Affollamento e traffico (i luoghi più delicati)
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Insensibilità ed estraniamento (comportamenti fuori luogo da evitare)
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Itinerari (piccole deviazioni dai sentieri battuti per viaggi più piacevoli)
Turismo in Giappone: brevi cenni
Il Giappone è da anni una delle mete turistiche più popolari. L’affluenza di turisti aumenta rapidamente da anni. A ciò contribuisce soprattutto l’Asia Sud-Orientale, regione in cui una forte crescita economica ha reso possibili i viaggi a lungo raggio a sempre più persone.
La forte domanda turistica ha avuto prevedibili effetti positivi sulla dinamica economica giapponese ma non ha mancato di mostrare anche dei lati negativi.
Anche in Giappone si lamentano spesso le conseguenze di un “turismo eccessivo”, inteso come fenomeno che pone pressioni soverchianti sul normale svolgimento della vita quotidiana della popolazione e sulla qualità e identità dei luoghi. Il viaggiatore italiano non può fare a meno di pensare alle pene di Venezia, Firenze e altre città d'arte italiane.
A una certa insofferenza verso i turisti contribuiscono spesso la mancata dovuta osservanza delle norme di buona educazione e in generale l’adozione di comportamenti irriguardosi e avulsi dalla realtà dei luoghi e dei contesti.
Al viaggiatore straniero è spesso sufficiente considerare le regole del buonsenso e prendere dimestichezza con i fondamentali dell’etichetta del luogo per potersi inserire armoniosamente nella realtà locale ed evitare di risultare invadenti, inappropriati e inopportuni.
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Traffico e affollamento
Come spesso accade, il turismo di massa si concentra su un numero molto limitato di mete (e di pochissime località all’interno delle varie destinazioni turistiche). Città come Tokyo, Kyoto, Nara sono spesso prese d’assalto, soprattutto in alcuni periodi dell’anno.
La popolazione locale non di rado si trova a dover patire le conseguenze della massiccia affluenza di turisti quando fa uso dei mezzi pubblici, in particolare i treni locali, la metropolitana e gli autobus. Il problema è particolarmente sentito a Kyoto nel periodo della fioritura dei ciliegi.
A volte basta deviare anche di poco dai sentieri turistici più comuni per trovare quiete e un ambiente più accogliente. Anche se ci sono luoghi imperdibili, cui è legittimo non voler rinunciare, un po’ ovunque spesso bastano pochi passi per poter apprezzare veri tesori dell’arte e della bellezza della natura in totale solitudine.
Lamentele frequenti riguardano le seguenti località:
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Tokyo: molto affollati il noto incrocio di Shibuya e Shinjuku. Essendo luoghi della vita notturna, qui gli edochiani lamentano varie "intemperanze" da parte dei turisti;
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Monte Fuji: dove si incontrano spesso escursionisti non adeguatamente preparati. La montagna non va presa alla leggera. Qui e su altre montagne è indispensabile raccogliere informazioni accurate e complete prima di muoversi;
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Kyoto: dove la popolazione spesso fa fatica a fare uso degli autobus, anche a causa di turisti che portano con sé bagagli ingombranti. A Kyoto sono attive parecchie linee di autobus ma i turisti spesso non ne usano che una minima parte. Consigliabile usare anche la metropolitana, che spesso consente spostamenti più rapidi. La “caccia alla geisha”, ossia la ricerca affannosa da parte dei turisti di una maiko da trasformare nel soggetto di una qualche foto, è poi considerata una cosa disdicevole.
Altre località molto affollate sono Nikko, Takayama, Kanazawa, Hakone, Nagano, Osaka e la Valle di Kiso. Con scelte opportune è possibile godersi tutte queste città in pace e solitudine.
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Insensibilità ed estraniamento
Il prevalere del punto di vista egocentrico tipico delle società dei consumi, che pretende che tutto ciò che è intorno all’individuo non sia altro che lo sfondo per le sue “imprese” e la sua esistenza, produce conseguenze negative anche nell’ambito del turismo.
Anche in Giappone si incontrano spesso persone che si sentono in diritto di trasformare qualunque luogo in un palcoscenico del proprio sé. Un simile comportamento, già di per sé avvilente se non risibile, diventa ancor più dannoso e fuori luogo quando è imposto a luoghi ritenuti sacri o degni di particolare considerazione e rispetto. E di questi luoghi, spesso difficilmente rinonoscibili al visitatore occasionale, il Giappone è ricchissimo. Il paese presta ancora molta attenzione a distinguere tra sacro e profano, straordinario e ordinario. Il concetto di confine è fatto valere in tante situazioni.
Per il turista è fondamentale quindi imparare a osservare i comportamenti della popolazione locale e adeguarvisi. La cosa è di per sé un’esperienza di viaggio di grande valore nonché un’occasione preziosa per guardare a sé stessi con occhi nuovi.
La modestia è del resto un tratto caratteristico del giapponese. Al turista non è richiesto di farla propria in tutto e per tutto ma un viaggiatore responsabile avrà certamente la sensibilità di comportarsi in maniera consona a luoghi e circostanze per non violarne l’armonia.
In sintesi, questi sono alcuni dei peggiori comportamenti da evitare:
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Fotografie: evitare di bloccare il passaggio ai passanti quando ci si ferma a scattare delle foto. Evitare di fotografare i passanti senza chiedere il permesso. Esistono poi luoghi e cose che non andrebbero fotografati. Consigliabile osservare cosa fa la popolazione locale e se del caso chiedere lumi;
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Rumorosità: i giapponesi sono molto silenziosi. Il turista, spesso oltremodo eccitato dal piacere del viaggiare, dimentica spesso di rispettare nella maniera adatta la quiete dei luoghi. Opportuno evitare di parlare a voce alta;
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Per strada: occorre fare attenzione a dove ci si ferma, per evitare di bloccare la via ad altri. In Giappone non si mangia mentre si cammina e si ha cura di portare con sé i rifiuti, non potendosi contare sulla presenza di cestini e bidoni dell’immondizia per strada;
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Sui mezzi pubblici: consigliabile evitare le ore di punta, per quanto possibile. Necessario fare attenzione agli spazi, soprattutto quando si hanno con sé valigie e bagagli molto ingombranti. In alcuni casi conviene fare uso dei servizi di spedizione dei bagagli (relativamente economici).
Itinerari turistici: piccole accortezze utili
Anche quando non si abbia modo di uscire dai limiti di un classico itinerario tra Tokyo e Kyoto è possibile applicare piccole modifiche ai programmi di visita per evitare le folle e guadagnare un’esperienza di viaggio più piacevole.
Se si viaggia tra Tokyo e Kyoto può valer la pena considerare itinerari indiretti, come il passaggio da Kanazawa e lo Hokuriku. Anche a Kyoto abbondano i luoghi di interesse praticamente sconosciuti al turista.
Il viaggiatore particolarmente animato dal desiderio di contribuire a un turismo più attento e generoso avrà cura di dedicare un po' di tempo anche a luoghi e siti non sufficientemente valorizzati. Ad esempio, nella scelta dell'alloggio si può preferire un affittacamere o una locanda tradizionale a un anonimo albergo in una torre di cemento.
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