Il rigoroso e meticoloso rispetto delle norme di buona educazione è uno dei tratti più noti della natura del popolo giapponese.
Viaggiando in Giappone si sentirà il naturale desiderio di conformarsi alle norme di comportamento locali sia per corrispondere alla cortesia di chi ci accoglie sia per vivere l'esperienza di un differente modo di relazionarsi con gli altri e il mondo circostante.
Finché ci si attiene alle comuni norme di buonsenso ed educazione non si corre il rischio di causare situazioni troppo imbarazzanti. I giapponesi sono tolleranti e comprendono la difficoltà degli stranieri ad apprendere e ricordare le loro norme di buona educazione.
Inquadramento generale: dello spirito delle norme di buona creanza
Le norme generali di buona educazione in Giappone (e in generale in tutta l'Asia Orientale) sono improntate al rispetto delle altre persone (i singoli) e della collettività, intesa come organismo sociale (i vivi, gli antenati e i posteri, i simboli, i luoghi, la religione, l'eredità culturale nazionale).
Criterio guida centrale e fondamentale è il mantenimento di ordine e armonia, in ogni situazione, nelle funzioni sociali e simboliche, e in qualsiasi relazione o interazione.
Comprendere questo, ossia imparare ad assumere questo punto di vista, è ben più importante che mandare a memoria semplici norme, che del resto altrimenti apparirebbero poco più che vuote convenzioni.
Alla luce di tutto ciò appare chiaro che per il viaggiatore comportarsi in maniera adeguata alle circostanze, anche in un paese così diverso, significa non solo poter evitare situazioni imbarazzanti e passi falsi bensì fortificare la disciplina interiore e tornare a richiamare alla coscienza i fondamenti della propria civiltà.
Indice:
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Turismo responsabile in Giappone (scelte adatte a chi vuole fare del turismo un'esperienza positiva per tutti)
Uso degli spazi
Nei luoghi pubblici è sufficiente attenersi al buonsenso per evitare di risultare invadenti per le altre persone. Sui mezzi di trasporto o nei luoghi pubblici questo porta a semplici accortezze come evitare di tenere sulle spalle zaini ingombranti ed evitare di parlare al telefono.
Ogni situazione porta con sé regole non scritte. Spesso sufficiente al turista attenersi ai comportamenti altrui. E' questo anche una buona occasione per esercitare lo spirito di osservazione.
Per strada
Anche in strada si riscontra quella chiara tendenza all’ordine che è propria dei giapponesi. L’uso degli spazi pubblici, incluse strade, vie, piazze è improntato al rispetto dell’ordine e della riduzione del conflitto, anche solo lontanamente potenziale.
Molto spesso però i turisti in gruppo finiscono con l’intralciare il passaggio dei pedoni oppure occupano gli spazi senza la dovuta considerazione degli altri.
Si tenga inoltre conto del fatto che in Giappone si tende a camminare sulla sinistra, seguendo la convenzione che regola il traffico veicolare.
Necessario fare attenzione a che i bagagli non ostacolino o impediscano i movimenti altrui.
Infine occorre considerare che nelle strade del Giappone sono pressoché inesistenti i cestini per i rifiuti. Il cittadino giapponese è infatti abituato a portare con sé i rifiuti e a liberarsene nei modi opportuni. Il turista deve tener conto di ciò, ad esempio portando con sé una busta o altro contenitore utile a contenere i rifiuti che prevede di produrre.
Occorre poi evitare di fumare e mangiare per strada, cosa che potrebbe arrecare danni ad altri in caso di collisione.
Silenzio
Una delle cose che più sorprende chi si reca in Giappone per la prima volta è l'incredibile silenziosità dei luoghi. Persino nelle più grandi stazioni manca lo schiamazzo e il brusio delle folle e non si sente altro che un lievissimo mormorio di fondo. E' quasi qualcosa di surreale.
E' perfettamente spontaneo adeguarsi a questa atmosfera ed evitare di parlare a voce alta. Se si usa il telefono, è bene farlo a voce molto bassa. Molti non rispondono neppure al telefono quando si trovano in treno o in autobus.
Come noto in Giappone si deve evitare di soffiarsi il naso in pubblico, comportamento ritenuto assai disdicevole.
Manifestazioni di affetto
In Oriente, non solo in Giappone, le manifestazioni di affetto sono ritenute un momento intimo da confinare (e in ciò lo si valorizza) alla sfera privata.
E' bene quindi evitare baci, abbracci ed effusioni in pubblico, atteggiamenti esibizionistici ritenuti assai sconvenienti, soprattutto in presenza dei bambini.
Igiene e pulizia
La pulizia in Giappone è un elemento essenziale della condotta di ogni cittadino. E' bene quindi evitare di sporcare anche nel modo apparentemente più innocuo.
La visita ai bagni termali rende necessaria una buona igiene personale.
Rifiuti
In Giappone si presta molta attenzione alla corretta gestione dei rifiuti (ごみ, gomi). Questi vengono di solito separati in tre categorie: quelli da conferire all’inceneritore, quelli che non possono essere conferiti all’inceneritore e quelli riciclabili.
All’interno di alberghi e luoghi pubblici sono presenti più bidoni e contenitori per la raccolta. La puntuale definizione delle varie categorie di rifiuti varia da località a località.
Consigliabile chiedere delucidazioni in merito di corretto smaltimento dei rifiuti agli albergatori.
Cestini
In Giappone si trovano per strada pochissimi cestini e contenitori per rifiuti. Il visitatore deve quindi portare con sé una busta o altro contenitore utile a raccogliere i rifiuti.
Possibile liberarsi dei rifiuti gettandoli nei contenitori situati all’interno di stazioni ferroviarie e supermercati.
Fumare
La legge giapponese vieta la vendita di tabacco ai minori di 20 anni.
Per limitare i danni da fumo passivo in Giappone si è soliti fumare all’aperto solo in aree designate. Qui sono spesso cestini e posacenere. A chi intende fumare conviene comunque acquistare dei posacenere portatili, in cui è possibile anche mettere i mozziconi di sigaretta, che non vanno buttati a terra.
Si vuole che in Giappone sia più facile trovare per terra una moneta d'oro che un mozzicone di sigaretta.
Locali e ristoranti
Dal 2020 il fumo è bandito all’interno di ambienti chiusi. Eccezioni sono previste per le abitazioni private, le camere d’albergo, i locali per fumatori e piccoli bar e ristoranti che scelgono di non applicare il divieto.
Si noti che è vietato fumare sui mezzi pubblici e nelle stazioni (incluse le banchine presso i binari).
Pagamenti e mance
Quando si paga è bene mettere il denaro nell'apposito piattino e non nelle mani del cassiere o del negoziante.
E' segno di rispetto porgere le banconote (come ogni altra cosa) con due mani, gesto di buona creanza e vera empatia.
In Giappone non si usa dare mance. Provare a farlo rischia di arrecare offese e generare imbarazzo. Un cameriere potrebbe rincorrervi per restituirvi il "denaro dimenticato".
Salutarsi
Il modo di salutarsi tradizionale in Giappone avviene tramite l'inchino. Più è profondo l'inchino, maggiore è la considerazione che si esprime verso l'altra persona. In contesti formali e in ambienti con pavimentazione a tatami ci si inginocchia.
Al turista è sufficiente un cenno del capo o un sorriso in gran parte delle situazioni. Necessario tenere sempre un atteggiamento modesto e compito.
In contesti informali spesso accade che i giapponesi salutino gli stranieri con una stretta di mano per venire incontro ai loro usi.
All’ingresso in ristoranti e negozi al cliente è dato il benvenuto con un “irasshaimase”. Il cliente non è tenuto a rispondere al saluto ma se vuole farlo gli è sufficiente un cenno del capo o un sorriso.
Appellativi
In Giappone e nel resto dell’Estremo Oriente si è soliti rivolgersi ad altre persone anteponendo il cognome al nome.
Una persona avente per nome Kaori e per cognome Yamada verrà quindi chiamata Yamada Kaori.
Solo tra amici intimi e parenti ci si può rivolgere all’altro col nome proprio.
Comune rivolgersi a qualcuno aggiungendo un suffisso al suo cognome:
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-san: l’appellativo più comune e di uso più generale; ad esempio "Suzuki-san" (Signor Suzuki);
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-sama: onorifico, più riguardoso rispetto a -san, appare eccessivo nei contesti informali ed è più adatto a situazioni formali o nella lingua scritta;
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-sensei: letteralmente “maestro”, usato per rivolgersi a maestri, insegnanti e persone con un livello di istruzione elevata. Comune l’uso nel contesto delle arti marziali.
Uso delle scarpe e dei sandali da interno
Nelle case, nei ryokan (locande tradizionali giapponesi) e in molti luoghi pubblici occorre togliersi le scarpe e calzare i sandali messi a disposizione. Lo spazio deputato a quest'azione è il genkan facilmente riconoscibile poiché leggermente ribassato rispetto al pavimento dei locali interni. Nei bagni si indossano spesso altri sandali, appositamente lasciati vicino alle porte di ingresso.
Sui tatami (i caratteristici elementi della pavimentazione costituiti da paglia intrecciata) non è possibile usare i sandali per cui vi si cammina a piedi nudi o indossando le sole calze.
Approfondimenti:
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Uso delle calzature in Giappone (scarpe e sandali; cosa fare, cosa evitare)
Sedersi a terra
Sedersi a terra in posizione eretta è molto comune in Giappone. Così si sta quando si partecipa a una cerimonia. Lo stesso accade ancora quando si consuma un pasto in un ryokan o in un ristorante tradizionale con pavimentazione a tatami.
Il modo di sedersi tradizionale (seiza), certamente noto a chi conosce le arti tradizionali (arti marziali, cerimonia del tè, ikebana, ecc.), consiste nel piegare le gambe, appoggiare le ginocchia a terra e accomodare i glutei sulle piante dei piedi incrociate o giustapposte. Le gambe sono tenute chiuse (per le donne) o leggermente divaricate (per gli uomini). La posizione risulta scomoda dopo pochi minuti per chi non vi è abituato.
I giapponesi non si attendono che uno straniero sia in grado di tenere la posizione seiza.
Una seduta assai più comoda, adatta però solo alle situazioni informali, è quella a gambe aperte incrociate (solo per gli uomini) e gambe chiuse piegate di lato (solo per le donne).
L’ospite d’onore siede nella posizione più lontana dall’entrata e, nelle stanze tradizionali, dando le spalle al tokonoma, la nicchia che contiene l’opera d’arte. La persona di rango più basso siede vicino all’entrata.
A tavola
Il comportamento da tenere a tavola segue parecchie regole, convenzioni e usanze rigorosamente rispettate. La complessità varia a seconda del contesto ma è in ogni caso notevole.
Assieme alle nome circa l’uso delle scarpe mangiare al ristorante è per chi visita il Giappone per la prima volta certamente la situazione dove è più facile sbagliare e dare origine a situazioni spiacevoli.
Qui ci limitiamo ai punti essenziali rimandando per una trattazione più precisa e completa all’articolo di approfondimento.
Da osservare anzitutto quanto segue:
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All’ingresso del ristorante: attendere l’arrivo del cameriere che vi guiderà nella stanza e al posto stabilito;
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Sedersi: nei ristoranti tradizionali ci si accomoda sul pavimento presso un tavolino ribassato. Molti ristoranti dispongono di sale con sedie e tavoli ordinari in stile europeo. In alcuni ristoranti si siede al bancone;
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Mangiare: si fa uso delle bacchette e dei cucchiai per il consumo di gran parte delle pietanze della cucina giapponese. In alcuni casi è lecito bere direttamente dalle ciotole. Sono molto complesse le regole che stabiliscono l’etichetta dell’uso delle posate ma al turista occasionale converrà anzitutto osservare con cura cosa fanno gli abitanti del luogo. Modestia, attenzione e disciplina eviteranno le situazioni più imbarazzanti e sconvenienti. In alcuni casi è possibile ripiegare sull’uso di forchetta e coltello (non ovunque comunque). E’ bene finire i piatti in maniera completa, senza lasciare avanzi;
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Bere: è inappropriato bere prima di aver fatto il brindisi coi commensali; “kampai” è la formula che equivale al nostro “alla salute”. Quando si bevono alcolici ci si riempie il bicchiere a vicenda evitando di provvedere al proprio bicchiere da sé;
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Saldare il conto: si paga alla cassa e non al tavolo. Non si danno mance, mai.
Approfondimenti:
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Al ristorante in Giappone (norme basilari; cosa fare, cosa evitare)
Dare e ricevere
In generale l'atto del dare o ricevere qualcosa va accompagnato da autentica considerazione e rispetto verso l'altra persona e l'atto in sé.
Porgere o ricevere un oggetto con due mani invece che una sola trasforma un semplice e frettoloso trasferimento di un oggetto da una persona all'altra in un momento di empatia tra due persone. Non si tratta affatto di un vuoto formalismo, un'inutile convenienza cerimoniosa.
Chiunque compierà il gesto di dare o ricevere qualcosa con due mani lo sentirà spontaneamente accompagnato da un senso e un sentimento più profondi, una naturale tensione interiore verso l'altra persona.
Regali
Dare e ricevere dei regali è parte della vita sociale del giapponese. Tradizionalmente si è soliti fare dei regali in parecchie occasioni e non solo ad amici e parenti.
In generale, un regalo dovrebbe essere presentato con cura e attenzione e per lo meno offerto in un sacchetto di bell’aspetto. Si suole evitare di regalare gruppi di quattro oggetti poiché il numero 4 è associato alla pronuncia della parola “morte”.
Quando si dà un regalo occorre porgerlo con due mani. Chi lo riceve parimenti usa entrambe le mani.
Un regalo non dovrebbe mai essere troppo economico o troppo costoso. Una cifra compresa tra 2.000 e 5.000 yen è quanto serve per acquistare regali non dozzinali e che non suscitino perplessità ma ovviamente è necessario tener conto dell’occasione, del contesto, del tipo di relazione tra chi dà e chi riceve e via dicendo.
Non si è soliti scartare un regalo davanti a chi lo presenta.
Regali adatti a chi ha paura di sbagliare, ossia scelte di sicura soddisfazione e che non metteranno mai in imbarazzo il destinatario, sono prodotti tipici del proprio paese o di una qualsiasi regione che si sia visitata. Si tratta in questo caso degli omiyage. Se si visita una famiglia in Giappone questi regali possono servire anche da temiyage, dei pensierini che esprimono ringraziamento.
Si noti che esistono limitazioni all’importazione in Giappone di determinati alimenti e prodotti.
Biglietti da visita
Nel caso di un viaggio in Giappone per affari è indispensabile acquisire un minimo di familiarità con le buone maniere che disciplinano lo scambio dei biglietti da visita. Questo è un momento decisivo nella costruzione di un buon rapporto tra due potenziali sodali.
Anzitutto occorre preparare i propri biglietti da visita, che devono essere custoditi in un apposito contenitore ed essere ordinati e ben leggibili.
Lo scambio dei biglietti da visita avviene all’inizio delle presentazioni.
Necessario osservare quanto segue:
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1) Si suole porgere il proprio biglietto da visita con due mani stando in piedi di fronte alla controparte. Una simile postura, che dà conto di un’attenzione completa verso l’altro, sottolinea un atteggiamento di rispetto (per l’altro, per sé e per l’atto in sé);
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2) Il biglietto da visita deve essere rivolto verso il ricevente in modo che questi possa leggervi facilmente;
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3) Si compie un piccoli inchino mentre si porge il biglietto da visita e si pronuncia il proprio nome;
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4) I biglietti da visita si porgono e si ricevono con due mani. La mano destra guida l’atto del porgere; la mano sinistra guida l’atto del ricevere. Al momento dello scambio occorre tenere il biglietto con entrambe le mani per un istante (quanto basta per non rendere sciatto e vuoto il gesto);
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5) Una volta che si è ricevuto il biglietto da visita altrui si è soliti dedicare qualche istante a esaminarlo;
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6) Il biglietto da visita ricevuto va poi riposto nella custodia dei biglietti da visita. Se si siede a un tavolo si suole ordinare i biglietti da visita sul tavolo.
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7) Da evitare comportamenti irriguardosi, come annotare qualcosa sui biglietti da visita o metterli in tasca.
Uso dei servizi igienici
I servizi igienici e le docce (o le vasche da bagno) sono generalmente posti in locali separati. All'interno dei servizi igienici si fa uso dei sandali messi a disposizione vicino alla porta di ingresso.
Il bagno è concepito come momento per rilassarsi mentre al lavaggio del corpo si provvede con una doccia.
Bagni termali
Il bagno termale è un momento di svago molto importante nella vita del giapponese. Ovunque, dalle grandi città alle località che nelle sorgenti calde hanno trovato la loro origine, è possibile al turista venire a contatto con questa antica e pregevole usanza.
L’esperienza del bagno termale è spesso per il viaggiatore parte di un soggiorno in un ryokan, la locanda tradizionale giapponese.
La visita agli onsen (bagni termali) in Giappone richiede la conoscenza delle regole fondamentali, senza la quale è facile compiere dei passi falsi e trovarsi in situazioni imbarazzanti.
Anzitutto occorre ricordare che quasi sempre occorre immergersi nelle vasche termali completamente nudi. In molti casi le vasche sono separate per sesso ma non è sempre così.
Prima di accedere alle vasche occorre essersi lavati con cura negli spogliatoi.
Molti stabilimenti termali non consentono l’accesso a persone con tatuaggi.
Immergersi in acqua molto calda può essere estenuante per molti e non è indicato a persone con patologie. Essenziale valutare con prudenza il proprio stato di salute prima di visitare uno stabilimento termale.
Approfondimenti:
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Bagni termali in Giappone (guida passo a passo alla visita di un onsen)
Uso dei mezzi pubblici
I mezzi pubblici in Giappone sono molto puliti e ordinati. A bordo di treni e altri mezzi di trasporto è ritenuto segno di buona educazione non conversare al telefono.
Per salire sui mezzi pubblici ci si mette in coda.
Per quanto riguarda l'uso delle scale mobili conviene attenersi a quanto fanno i giapponesi.
A Tokyo si è soliti tenersi sulla sinistra; a Osaka ci si tiene sulla destra.
Approfondimenti:
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Uso dei treni in Giappone (in stazione e sul treno; cosa fare, cosa non fare)
Fotografia
Le convenzioni e le norme che regolano la fotografia variano da luogo a luogo. In linea di massima nel dubbio conviene sempre chiedere e adeguarsi alle indicazioni ricevute.
Di solito è proibito scattare foto all’interno di templi e santuari. Il divieto è spesso imposto anche all’interno di musei e altri siti storici e culturali ma il regime è spesso variabile da posto a posto.
In molti casi a venir proibito è solo l’uso di accessori per la pratica della fotografia (trepiede e altri dispositivi e ausili).
Stando alla legge non è possibile pubblicare foto di persone da cui non si sia ricevuto un consenso esplicito. Molti giapponesi non amano essere fotografati.